Sui passi di Dante a San Godenzo

A San Godenzo tutto parla di Dante Alighieri. Le piazze, le targhe che decorano le vie del paese, i sentieri escursionistici, le feste paesane, i ponti e le cascate portano il nome del Sommo Poeta, a celebrare il suo passaggio per queste terre durante l’esilio.

Tutto ha origine nel giugno del 1302 quando Dante, da qualche mese in esilio, compie il suo ultimo atto politico prendendo parte al “Convegno dei fuoriusciti Guelfi e Ghibellini” tenutosi nel coro dell’Abbazia di San Gaudenzio.

Il Convegno riuniva le nobili famiglie guelfe nere e ghibelline che, cacciate da Firenze a seguito delle lotte intestine con i guelfi bianchi, intendevano tramare il loro ritorno in città meditando vendetta.

Da oltre 30 anni, San Godenzo commemora questo avvenimento in occasione della festa “Dante Ghibellino”, con un corteo storico che sfila per le vie del paese. A coronamento dei festeggiamenti, viene consegnato il Premio  omonimo a quei cittadini che, durante l’anno, si sono distinti per l’impegno civico dimostrato verso San Godenzo, i suoi territori e la sua comunità.

Dante, in esilio e ospite presso i Conti Guidi in Casentino, ha quindi attraversato queste terre, sicuramente percorrendo la strada che passa per il Ponte del Cicaleto, perché l’unica disponibile al suo tempo.

Questi luoghi non si limitarono ad essere testimoni silenti del suo passaggio ma lasciarono un segno indelebile nel suo immaginario, tanto da ispirare la composizione di alcuni versi della Divina Commedia e la creazione dell’Inferno dantesco. Così, i boschi intorno a San Godenzo prendono le sembianze della famosa selva oscura in cui il Sommo Poeta smarrì la dritta via e il torrente Acquacheta con l’omonima cascata diventa il fiume infernale Flegetonte nelle cui acque i violenti verso il prossimo sono destinati a scontare l’eternità.

In particolare, la Cascata dell’Acquacheta viene citata nel canto XVI° dell’Inferno (vv. 94-105), in cui Dante paragona il rimbombare fragoroso della Cascata al tumulto provocato dallo scrosciare delle acque del Flegetonte:

Come quel fiume c’ha proprio cammino
prima da Monte Veso inver levante,
dalla sinistra costa d’Appennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
dell’Alpe per cadere ad una scesa
ove dovrìa per mille esser recetto;
così, giù d’una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell’acqua tinta,
sì che ‘n poc’ora avrìa l’orecchia offesa

San Godenzo diventa quindi patrimonio vivo, tutt’oggi tangibile, di uno spaccato della vita politica e letteraria di Dante. Esplorare questi luoghi significa varcare dei portali verso un’epoca antica, per ritrovarsi immersi nelle atmosfere che hanno ispirato la stesura di una delle opere più importanti della letteratura universale, la Divina Commedia.