Percorsi d’arte nel Falterona è l’appuntamento annuale promosso dalle associazioni di Castagno d’Andrea e diretto da Angelo Caruso, presidente dell’associazione culturale City Art.
Ogni anno, Percorsi d’arte nel Falterona invita artisti di diverse discipline a creare opere permanenti che dialogano con il contesto naturale e storico del Parco e del borgo di Castagno d’Andrea, paese natale del rinomato pittore rinascimentale Andrea del Castagno. È un evento che non solo abbellisce il territorio, ma lo arricchisce di nuovi significati, creando un museo a cielo aperto che invita alla contemplazione e alla riflessione. Quest’anno, grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, Percorsi d’arte nel Falterona si arricchisce di un’esperienza indimenticabile – quella che inaugura il 7 luglio alle 17 nel Parco delle Foreste Casentinesi: l’apertura del percorso artistico che conduce alla suggestiva Grotta delle Fate. Il percorso, frutto di un intenso lavoro fatto dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e curato dai docenti Marcella Anglani e Robert Pettena, si inserisce nell’ambito dell’estate artistica nel Falterona e attesta l’importanza didattica e formativa vissuta dai giovani artisti. Il 20 luglio alle 17:30, invece, Percorsi d’arte nel Falterona presenta un’ulteriore iniziativa: il percorso d’arte nel borgo de Il Castagno d’Andrea. Curato da Angelo Caruso con il patrocinio del Comune di San Godenzo e la partecipazione della comunità ed enti locali, le opere permanenti degli artisti invitati – Beppe Carrino, Benedetta Chiari, Gabriele Mundula, Vincenzo Luca Picone, Elisa Pietracito e Stefano Sevegnani – saranno installate in stretta relazione con il borgo, creando un dialogo continuo tra arte e vita quotidiana.
Protagonisti:
Angelo Caruso: Artista e curatore, è il presidente dell’associazione milanese City Art e direttore artistico di Percorsi d’arte nel Falterona. Si definisce “figlio legittimo di Fluxus, agitatore culturale e sensoriale” e utilizza la città e gli spazi aperti come schermi ideali per rappresentazioni simboliche, sollecitando l’attenzione dell’osservatore verso specifici paesaggi fisici ed emozionali.
Marcella Anglani: Storica dell’arte e docente di Museologia del Contemporaneo all’Accademia di Belle Arti di Firenze, Anglani ha trasformato il suo corso in un “laboratorio di idee del contemporaneo” sperimentando nuovi format didattici. È autrice di saggi sulla critica di Michelangelo e ha collaborato con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.
Robert Pettena: Artista e docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze, Pettena è noto per le sue sperimentazioni con la videoarte e i progetti site-specific. Le sue opere esplorano il rapporto tra immagine video e spazio, integrando performance e interventi artistici.
Beppe Carrino: Realizzate con materiali naturali o tratti dalla vita quotidiana, le opere di Beppe Carrino nascono dalla ricerca e valorizzazione delle tradizioni popolari, con una chiara valenza sociale. Nelle sue opere è centrale il dialogo e la relazione con l’Altro, il distante, il diverso, il non rappresentato, il migrante, il dimenticato.
Benedetta Chiari: Nei suoi lavori Benedetta Chiari assembla e rielabora materiali poveri, spesso provenienti dal contesto naturale. La sua ricerca spazia tra scienza e dimensione estetica, con l’introduzione di materiali sempre nuovi che si legano ai concetti di Superficie e Paesaggio.
Gabriele Mundula: Nelle sue installazioni Gabriele Mundula attinge da storia, relazioni umane, natura e misticismo per creare dispositivi in cui l’interazione umana è la componente più importante. Le sue opere spaziano dall’Urban alla Land Art fino a toccare anche il mondo del design innovativo.
Vincenzo Luca Picone: Il lavoro di Vincenzo Luca Picone è frutto di una riflessione sulla quotidianità intesa come teatro vivo. La sua ricerca si focalizza sul ruolo dell’arte in relazione alla questione identitaria frutto del contesto socio-politico.
Elisa Pietracito: La pratica artistica di Elisa Pietracito affronta le tematiche del contemporaneo tra uomo e natura riflettendo sui valori di sostenibilità sociale e ambientale, utilizzando come soggetti elementi organici o di riciclo, muovendosi tra essi senza limiti di tecnica.
Stefano Sevegnani: Nella sua ricerca si fa ricevitore e trasmettitore dei suggerimenti che vengono dai luoghi, dai materiali e dagli azzardi che gli sono di volta in volta proposti. Attraverso l’ascolto e la rielaborazione dell’ambiente circostante attiva quelle trasformazioni che con l’uso del colore rendono manifesta una nuova dimensione dell’ambiente stesso.


