Evento concluso

Mostra A dimora 2025

All’interno del weekend della Festa di Settembre si inserisce il momento conclusivo di A dimora, la residenza d’artista della Montagna Fiorentina, giunta quest’anno alla sua terza edizione.

Gli artisti e le artiste Andrea Grasselli, Chiara Gambirasio, Gaia Coals, Martina Cioffi e Samuel Rosi (MUZ) sono stati selezionati tra oltre 170 candidati attraverso un’open call nazionale. Durante l’estate hanno vissuto e lavorato sul territorio, sviluppando progetti originali che riflettono le esperienze e le suggestioni emerse nel periodo di residenza.

Il 14 settembre dalle 15:30 presenteranno al pubblico le opere realizzate durante il periodo di residenza, offrendo uno sguardo sulla Montagna Fiorentina attraverso linguaggi artistici diversi. Il pomeriggio sarà una mostra collettiva itinerante e diffusa nel territorio di Londa, che permetterà al pubblico di incontrare i lavori direttamente nei luoghi che li hanno ispirati.

PROGRAMMA: 

→ 15.30 Inaugurazione dell’opera Spaesaggio di Chiara Gambirasio
@Bivacco di Poggio Ratoio*

Cemento, sabbia, ferro, pigmenti
Supporto tecnico alla produzione: Fabrizio Gambirasio, Tommaso Adolmi

Cosa accade se cambiamo il modo di vedere?
Chiara Gambirasio si confronta con un’ampia area verde che segna l’ingresso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna progettando un’opera che travolge il paesaggio circostante con segni semplici e disarmanti.
Spaesaggio è pensata come un gioco, un dispositivo che connette il visibile con l’invisibile, chi osserva con ciò che si contempla per perdere i confini canonici e immaginarne di nuovi.
Non c’è comprensione, non c’è visione se non attraverso il movimento che l’opera sollecita: dalle formelle colorate che invitano al primo passo, passando per tortuosi sentieri tra i fili d’erba – cambia la prospettiva!-, fino all’incontro con uno spigoloso labirinto.
L’orizzonte, il colore dei fiori, il leggero pendio così come l’aria e la foresta diventano parte di un’armoniosa quanto astratta sintesi che richiama ad un’esplorazione lenta, personale e significativa. Cosa accade se facciamo esperienza del nostro vedere?

*Come raggiungere il Bivacco di Poggio Ratoio È possibile raggiungere Poggio Ratoio in auto attraverso la strada sterrata che inizia di fronte al Ristorante I Mandri (https://maps.app.goo.gl/68tcmHBHfJULgvor8) lunghezza 2,5 km, durata ca. 8 minuti. La strada è leggermente accidentata in alcuni punti (i lavori di ripristino sono in corso). Si consiglia pertanto di percorrerla a bassa velocità e con un’auto sufficientemente “alta” o con un fuoristrada. È possibile raggiungere Poggio Ratoio a piedi attraverso la stessa strada sterrata (dislivello: 250m, tempo di percorrenza: 40 minuti circa), o tramite la sentieristica che parte dalla strada statale Stia-Londa in prossimità del valico di Croce ai Mori.
 

→ 18.15 Inaugurazione dell’opera Un guscio rotto da un dolore antico, bianco germoglio di Martina Cioffi
@Parco del Lago di Londa 

Punto di ritrovo: campetti sportivi, parco del lago di Londa (43°51’43.0″N 11°34’27.7″E)
Geolocalizzazione opera (43°51’43.3″N 11°34’31.6″E)

Legno scolpito, combusto e trattato con olio di lino, ceramica smaltata e lustri
Supporto tecnico alla produzione: Mauro Bordignon

Incantata dai riti etruschi del Lago degli Idoli, Martina Cioffi fucina una riconciliazione: cantando del faggio e delle sue proprietà, intesse un poema scultoreo animato dalla catarsi e annidato nel disincanto.
Le preziose sculture in legno appaiono come doni per curare le feroci ferite del passato, segnato dalla bramosia, dal profitto e dalla speculazione. L’uomo ha invocato la natura rendendola sterile ed afona, facendosi portatore di un antico dolore – alleviato ora dall’artista che, mimando il generoso faggio che per secoli ha reso curative le acque circostanti, restituisce la pianta, la terra e l’acqua a loro stesse.
Scevra delle fattezze umane oramai troppo rumorose, all’opera non resta che farsi faggiòla, la parte più dolce, per portare un messaggio di ri-nascita.

→ 19.00 Inaugurazione dell’opera Tempi d’oro di Samuel Rosi (Muz)
@Piazza Umberto I, Londa

Ferro, foglia oro, proiettori led 2700K
Supporto tecnico alla produzione: Canio Colangelo, Cosmic Light, Decorestauro, Idroazeta , SC Costruzioni Meccaniche

Lo sguardo si consuma quando vaga senza mèta, quando accarezza il tiepido quotidiano, appesantito da un immaginario che incombe denso.
Attraverso un accorto gesto ornamentale, Tempi d’oro sembra risvegliare i dintorni dal torpore come un tizzone sepolto nella cenere: incandescente al tatto e scintillante all’occhio.
L’opera si incastona così nella vita del luogo abitando le profondità della storica fontana per impreziosirla inaspettatamente con una grata dalle forme sinuose. Ora l’atto del vedere diviene guizzante, vivace: il ferro balugina, una goccia risplende – nuovi occhi che guardano vecchi monumenti.
Samuel Rosi (Muz) congegna l’opera come un dispositivo liminale, sospendendo l’ordinario in un passaggio tra la percezione e visione – quando al calare della sera una luce riempie la struttura dal suo interno dipanandosi nell’aria, echeggiando un tempo dorato in cui a splendere erano i campi coltivati. La fontana si fa fonte, ne scaturisce un futuro prossimo, un auspicio atteso.

→ 19.45 Inaugurazione dell’opera LOMBRA di Gaia Coals
@Campetti sportivi, parco del Lago

Punto di ritrovo: campetti sportivi, parco del lago di Londa (43°51’43.0″N 11°34’27.7″E)
Geolocalizzazione opera (43°51’39.6″N 11°34’10.5″E)

Proiezione a LED temporizzata

Nel nitido presente di Londa si staglia la sua diga, l’infrastruttura che ha generato il lago artificiale segnando l’inizio di un nuovo tempo, un nuovo spazio e di nuove relazioni. Costruendo i profili del paese assieme ai suoi abitanti, Gaia Coals ha delineato una soglia fisica e metaforica nell’orizzonte del paese, erigendo la diga a monumento.
Manifestazione astratta di una rappresentazione concreta, LOMBRA trasforma la diga in un’entità senziente: con un’ombra reale e impossibile si pone graficamente al centro della narrazione. Coi suoi nuovi contrasti l’enorme muro di cemento appare come una giunzione che accompagna i corpi dal paesaggio urbanizzato a quello naturale; un accordo musicale che unisce ritmi diversi nella simultaneità dell’organico scorrere del tempo.
Appena prima del tramonto e fino a poco dopo il crepuscolo, l’opera si manifesta: carica delle memorie delle veglie contadine e del desiderio di una nuova socialità.

→ 21.30 Proiezione dell’opera Cinema sospeso di Andrea Grasselli
@Cinema di Londa, via Don Tommaso Salvi

Videoinstallazione audiovisiva, 18 minuti
Supporto tecnico alla produzione: Emilio Gratelli, Samuele Assenti
Immagini di archivio: Emilio Gratelli, famiglia Acchiughi e famiglia Cecchi.

L’incontro con l’attesa è ciò che ha generato il video documentario Cinema sospeso. Un’attesa lunga, in cui gli abitanti di Londa tuttora si trovano, fiduciosi nella riapertura del cinema del paese, chiuso dal 2020.
Nella ricerca di una visione acquietata del presente, Andrea Grasselli ne ha esplorato il passato fatto di immagini di archivio, ricordi tramandati oralmente e di un intricato ricamo di affezioni.
Tra il fotogramma e l’immaginario, tra il found footage e l’artificio, l’opera lascia che l’occhio danzi languido – ora sul muschio sempiterno che ricopre una roccia, ora in una danza sguaiata di sedie e piedi – facendosi testimone di come un racconto così locale possa farsi vessillo di un sentire universale.
Cinema sospeso è l’attesa, è l’entr’acte tra i due atti della storia: passato e futuro, con la sua limpida visione del presente che non conosce estremismi né opposizioni ma che si estende fino a dove lo sguardo può lambirne le complessità.
In occasione dell’esposizione l’opera è proiettata sulla parete esterna del cinema, insinuandosi nello iato di un racconto più lungo, in medias res.

 

Mostra A dimora 2025

Luogo: Londa
Dalle: 15:30
Alle: 23:00
Dal: 14 Settembre 2025
Al: 14 Settembre 2025

Per info e prenotazioni:


Organizzatore: Montagna Fiorentina
Sito web