3 nuove opere d’arte per Londa

L’arte ha il potere di trasformare i luoghi, riscoprendo e rinnovando connessioni e visioni.

È quello che sta succedendo a Londa, suggestivo scenario della residenza d’artista A dimora, curata da LAMA Impresa Sociale, che nel primo weekend di settembre ha visto concludersi la sua seconda edizione con l’inaugurazione delle tre opere prodotte dagli artisti che ne hanno preso parte: Arianna Pace, Ornella Cardillo e Tommaso Mannucci (Monograff).

I tre artisti sono stati selezionati tenendo conto della diversità dei loro approcci e delle loro pratiche e hanno vissuto nel cuore della città di Londa come abitanti temporanei nei mesi di giugno e luglio. La permanenza sul territorio ha permesso loro di poter esplorare i luoghi, conoscere le persone, scoprire le tradizioni e le peculiarità locali, lasciando che l’ispirazione scaturisse dalla scintilla giusta. Attraverso le connessioni attivate in loco ognuno di loro è così arrivato a concepire un’opera d’arte dedicata a Londa, progettata e realizzata per l’appuntamento con la tradizionale Festa di settembre, occasione durante la quale le opere sono state svelate e presentate e lasciate in dono alla comunità del territorio.

LE OPERE

L’interazione con gli abitanti di Londa ha ispirato Arianna Pace nella creazione di un giardino, un paesaggio collettivo dove tutti gli elementi, umani e non, trovano il suo posto. È nata così un’opera che è allo stesso tempo un nuovo spazio per la comunità, risconoscibile da una soglia costituita da un cancello in ferro le cui curve richiamano quelle dei rami e degli steli al suo interno. Nel giardino coesistono il selvatico e le piante donate dalla comunità, alla ricerca di una relazione comune con la natura che possa diventare un’eredità in cui riconoscersi in ogni stagione e cambiamento.
“Che proveresti tu se ti fiorisse la terra sotto i piedi, all’improvviso?”, l’opera di Arianna Pace, è visitabile procedendo da via della Costituzione in direzione del lago.

Arianna Pace 1

Attraverso le interviste agli abitanti di Londa Ornella Cardillo ha scoperto storie, credenze e tradizioni locali. Questo l’ha ispirata a progettare una “casa della parola”, un luogo di incontro e custodia che evoca le pratiche di protezione del fuoco delle Vestali dell’antica Roma richiamando l’idea del genius loci. Questa prende le forme di una scultura luminosa installata sulla sponda del lago, ispirata dalle antiche pratiche analogiche di illuminazione del paese. Sul calar della sera, insieme alla luce si accendono anche le le voci di Londa: accostandosi alla scultura è possibile così ascoltare canti, aneddoti, storie e desideri.
Se la luna venisse a nascondersi, l’opera di Ornella Cardillo, è visitabile procedendo da via della Costituzione in direzione del lago, poco dopo l’opera di Arianna Pace.

Ornella Cardillo


Tommaso Mannucci (Monograff)
ha realizzato un murale che ricopre le alte pareti di uno dei luoghi di passaggio centrali di Londa e che racconta quello che si trova fuori, a pochi passi di distanza: il fiume, gli animali selvatici, il sole e la foresta, elementi totemici che raccontano la relazione indissolubile del paese con la natura che lo circonda. Caratterizzato dai tratti distintivi dell’artista e dai colori bianco e blu, l’opera si arricchisce anche di elementi che derivano dallo scambio con la comunità e in particolare dai suoi membri più piccoli: il processo di realizzazione infatti ha coinvolto fasi di ricerca e laboratori con bambini e ragazzi, promuovendo la partecipazione e la condivisione attraverso la pittura.
50060, l’opera di Tommaso Mannucci (Monograff) si trova tra via Etruria e piazza Umberto I.

Monograff